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PDF  Stampa  E-mail  Scritto da Administrator    Venerdì 22 Giugno 2018 14:30

I ragazzi del Colosimo in visita alla tenuta di Passerano

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Martedì 19 giugno, accolti dal Direttore della Tenuta, Dott. Aldo Mauri e dalla Dirigente del Settore Demanio della Regione Campania, Avv. Rossana Giordano, i ragazzi ospiti dell’Istituto Paolo Colosimo e i loro accompagnatori, hanno trascorso una bella giornata a contatto con la natura e gli animali allevati in azienda ed hanno pranzato in compagnia di tutti color che lavorano giornalmente nella Tenuta, gustando piatti preparati con prodotti aziendali.

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Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Giugno 2018 16:27
 
PDF  Stampa  E-mail  Scritto da Egidio De Ruosi    Lunedì 22 Ottobre 2018 14:52

ALL'ISTITUTO COLOSIMO DI NAPOLI - Presentato il progetto SeaReN, alla scoperta di Parthenope

SEARENNAPOLI –Si è svolto lo scorso giovedì, presso la sala vendite dell'Istituto Paolo Colosimo di Napoli, l'incontro preliminare per l'avviamnento del progetto "Gli Occhi di Parthenope" nell'ambito del progetto SeaReN, dove tra i protagonisti ci saranno anche alcuni utenti non vedenti del nostro Istituto. Un nutrito gruppo di ragazzi, sarà infatti chiamato ad una vera e propria full immersion con istruttori professionali per prepararsi a scendere sott'acqua alla scoperta dei nostri tesori archeologici sommersi.
“Il progetto SeaReN ha una mission di carattere sociale: vogliamo essere vicini alle persone meno fortunate, portando ragazzi con disabilità a fare immersioni subacquee nell’ambito e avvicinandoli al mare. Inoltre, avvieremo una forte campagna di sensibilizzazione contro l’inquinamento da plastica in mare e pensiamo di realizzare un percorso storico legato alle bellezze di Napoli dal mare, in modo da far conoscere a tutti l’enorme fascino della città nascosta”. Lo ha detto Mariano Barbi, team leader SeaReN, nel corso dell’evento di presentazione del progetto, al Maschio Angioino. La serata è stata organizzata da Marenostrum di Archeoclub d’Italia.

Il progetto “Sea Research Neapolis” (SeaReN) nasce da un finanziamento della Università IULM di Milano, che in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Napoli e il supporto di Marenostrum ha avviato un’attività di interpretazione dei resti del primo approdo di Parthenope a ponente del Castel dell’Ovo. Il lavoro ha permesso di svelare le tracce del porto greco di 25 secoli fa e dimostrare come Castel dell’Ovo sia stato il cuore della penisola di Megaride, che ospitava un approdo sicuro per chi rientrava da viaggi nel Mediterraneo. Sono stati scoperti, infatti, il tracciato di una strada, sulla quale si vedono le impronte del passaggio di carri, e quattro gallerie scavate in una cresta tufacea, due delle quali collegate.

Filippo Avilia, professore Archeologia Subacquea IULM Milano, evidenzia: “Abbiamo scoperto, anche sulla base di indicazioni di vecchie cartografie, il probabile primo approdo di Palepolis/Parthenope, la primissima fondazione di Neapolis. Una scoperta che apre scenari legati alla geografia storica e, dal punto di vista sociale, alla possibilità di scoprire Napoli dal mare, facendo fruire a tutta la cittadinanza dell’importanza di questa scoperta”.

Per Davide Tizzano, Olimpionico di canottaggio, “la nostra Napoli si conferma uno scrigno infinito. Questi tesori sepolti sono stati conservati per millenni e ci danno l’idea di quella che è la stratificazione culturale della città. Immaginare vicino la riva bastioni, dighe e scivoli per le navi è bellissimo ed emozionante. Con il progetto Searen si aprono anche nuovi scenari per il turismo subacqueo e sportivo, aspetto molto sottovalutato per una città come Napoli che non vive il mare pur essendone circondata”.

Il progetto è nato grazie alla collaborazione del GSD Colosimo, il Centro di Medicina Psicosomatica, Elleesseitalia srl, Reale Yacht Club Canottieri Savoia e i patrocini del Comune di Napoli, Real Casa Borbone due Sicilie, Ordine Costantiniano e consolato di Napoli del Principato di Monaco, e finanziato dalla Libera Università IULM di Milano - Dipartimento Studi Umanistici in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Napoli per la parte di ricerca scientifica e dall’Associazione Live to Love per l’aspetto sociale.

Ultimo aggiornamento: Lunedì 22 Ottobre 2018 15:58